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ARTRITE REUMATOIDE: 400.000 MALATI,3 SU 4 CONVIVONO COL DOLORE

(AGI) - Copenhagen, 10 giu. - Circa il 25 per cento delle persone con artrite reumatoide attualmente in terapia con un farmaco autoiniettabile sottocutaneo dipende da persone conviventi o da personale sanitario per la sua somministrazione, mentre tra i pazienti che riescono a somministrarselo, il 24 per cento ha riferito di provare dolore dopo l’assunzione e il 20 per cento irritazione nel sito di iniezione. Tra coloro che si iniettano il farmaco da soli, circa il 20 per cento ha descritto il processo per certi versi sempre difficoltoso, evidenziando la necessita’ ‘ancora spesso non soddisfatta’ di dispositivi di auto somministrazione di agevole impiego e di formulazioni meno dolorose. I pazienti, inoltre, sarebbero disponibili a provare un nuovo farmaco biologico caratterizzato da: efficacia mantenuta nel tempo (76 per cento); somministrazione mensile (75 per cento); semplici istruzioni d’uso (69 per cento); autoiniettore piu’ facile da utilizzare (66 per cento) e un minor numero di reazioni nel sito di iniezione (56 per cento). Nuove speranze vengono proprio dai farmaci biologici: dei pazienti attualmente in terapia con un anti TNF-alfa, piu’ di tre quarti hanno affermato che il trattamento riduce l’entita’ del dolore articolare e del gonfiore e il 71 per cento conferma che e’ben tollerato. Tuttavia, denuncia Antonella Celano, presidente dell’associazione dei malati Anmar, ‘abbiamo ancora molti problemi di accesso al trattamento; serve piu’ informazione e soprattutto criteri omogenei in tutto il paese’. L’Italia, non a caso, e’ il fanalino di coda per l’utilizzo di farmaci biologici: appena il 10 per cento dei malati li utilizza, contro il 70 per cento della Francia. ‘Abbiamo chiesto all’Aifa linee guida uniformi - spiega Celano - perche’ ormai le vere barriere non sono quelle architettoniche, ma quelle burocratiche. Prima di accedere a una terapia biologica ci vogliono anche 5 mesi’. Tempo preziosissimo: ‘Se interveniamo precocemente con un farmaco biologico - spiega Marco Matucci Cerinic, reumatologo dell’Universita’ di Firenze - abbiamo una remissione anche del 70-80 per cento: una diagnosi e una terapia precoce possono far guarire il paziente dalla maggior parte dei sintomi’. (AGI)

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