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AUTOIMMUNITA'

L'autoimmunità è un errore che l'organismo fa nel riconoscere come estranee delle cellule che invece sono sue. La conseguenza è la produzione di auto-anticorpi con danni ai tessuti e agli organi. Ogni cellula del nostro corpo può essere aggredita da auto-anticorpi; i diversi nomi delle malattie autoimmunitarie dipendono da quale organo o tessuto sia stato colpito. Per esempio l'artrite reumatoide, il Lupus, la sclerosi multipla, il diabete, sono tutte malattie autoimmuni.
Cenni di immunologia

Il sistema immunitario non è localizzato in una sede anatomica ben definita, ma è distribuito in tutto il corpo. Esso è costituito da cellule immunocompetenti sparse, circolanti ed organizzate in organi linfoidi primari e secondari.
Le cellule immunitarie sono prodotte, assieme ai globuli rossi, dal midollo osseo rosso delle epifisi delle ossa lunghe e di alcune ossa piatte e brevi. (Fig.1)

Gli elementi cellulari del sistema immunitario sono i linfociti, distinti in varie sottopopolazioni linfocitarie: i più importanti sono i linfociti T e B ed i linfociti Natural Killer (NK), i macrofagi (che derivano dai monociti ematici circolanti che generano la grande famiglia di cellule che "presentano l'antigene" ovvero le Antigen Presenting Cell "APC"). Altre cellule immunocompetenti circolanti nel sangue sono i granulociti neutrofili, granulociti eosinofili e granulociti basofili. (Fig.2)


Organi immunitari primari e secondari
Il midollo osseo, quindi, è la sede dove nascono tutte le cellule immunocompetenti; esso è organo linfoide primario e contiene le cellule staminali, cioè progenitrici. L'altro organo linfoide primario è il timo (Fig.3) che si trova nel torace, tra i due polmoni, dietro lo sterno e davanti al cuore. Quest'organo è fondamentale per lo sviluppo di tutto il sistema immunitario ed è alla base del meccanismo della tolleranza immunologica, in altre parole il meccanismo che si guasta nell'autoimmunità.
Esso è molto sviluppato nel bambino ma va in involuzione alla pubertà e nell'adulto rimane solo in piccoli ammassi dispersi nel grasso. I linfociti che sono maturati in questa sede prenderanno il nome di linfociti "T" dal termine timo. Gli altri linfociti, i "B", devono questo nome al termine inglese "bone" ovvero osso.

Gli organi linfoidi secondari sono: la milza, le tonsille palatine, la tonsilla linguale e faringea, l'appendice ciecale, le placche del Peyer (aggregati linfoidi nello spessore della parete dell'intestino tenue) e i linfonodi di tutto il corpo. Questi organi sono come spugne, ed ospitano i linfociti che incessantemente circolano da una parte all'altra del corpo per via ematica e linfatica alla ricerca di sostanze estranee. (Fig.4)


Gli anticorpi
Le molecole anticorpali, suddivise i 5 tipi per la loro forma, sono dette anche immunoglobuline Ig G, Ig M, Ig A, Ig E, Ig D e sono prodotti dai linfociti B. (Fig.5) Legandosi all'ospite indesiderato (l'antigene) ne determinano l'identificazione e la distruzione con l'aiuto di altri elementi immunitari.

L'antigene
Il nostro corpo, grazie al sistema immunitario, riconosce come estranea qualsiasi molecola, con una dimensione superiore ad un esasaccaride, non prodotta dall'organismo stesso e che abbia superato le barriere biologiche e sia "entrata" all'interno dei tessuti o della circolazione.
Si definisce antigene qualsiasi sostanza o elemento biologico (battero, virus, muffa, protozoo ecc.) che entri nell'organismo e sia riconosciuto come "Not Self" (vale a dire non uguale a se) e che determini l'attivazione di una risposta immunitarie per distruggerlo ed eliminarlo.
Il meccanismo della risposta immunitaria utilizza sia l'azione di cellule direttamente sull'antigene, sia la produzione di antocorpi specifici che si legano ai vari siti antigenici dell'intruso.
Il sistema immunitario riconosce come "Not Self", anche i tumori, che nel soggetto sano sono distrutti prima che possano svilupparsi.

Cosa succede quando avviene una reazione autoimmune?
Nel diabete (di tipo 1, o giovanile) improvvisamente i linfociti B si mettono a produrre anticorpi anti cellule beta delle isole di Langherans del pancreas, che sono le cellule che producono l'insulina, uccidendole e rendendo il soggetto intollerante allo zucchero. Nella sclerosi multipla si sviluppano auto-anticorpi contro la mielina, una molecola grassa e bianca che riveste le fibre nervose, interrompendo la trasmissione elettrica degli impulsi motori. Nelle tiroiditi autoimmuni il soggetto produce anticorpi contro molecole della tiroide distruggendola o peggio, anticorpi che si "mascherano" da ormoni e la fanno lavorare tanto fino a farla impazzire.
L'artite reumatoide e le malattie degenerative delle cartilagini articolari come l'artrosi sono anch'esse dovute essenzialmente ad auto-anticorpi anti cartilagine sintetizzati per errore.
Di tutte le malattie autoimmuni la più complessa è sicuramente il Lupus Eritematoso Sistemico (LES). Il termine sistemico indica che colpisce appunto tutti i sistemi o apparati. In questa malattia si ha una produzione di una grande varietà di auto-anticorpi specifici per componenti cellulari come la membrana citoplasmatica, il nucleo, il nucleolo e i mitocondri. Questi organuli sono presenti in tutte le cellule e quindi in questa patologia si verifica una totale autoaggressione di tutti i tessuti dell'organismo, spesso in forma lieve, ma a volte, nelle forme più gravi, se non trattata farmacologicamente, letale.
Praticamente ogni organo ed ogni cellula del nostro corpo possono essere aggrediti da autoanticorpi.
Ma come fa il nostro sistema immunitario a distinguere tra molecole nostre (Self) e molecole estranee (Not Self)?
Tutto si organizza durante le vita embrionale e fetale, in una fase in cui i nuovi linfociti perlustrano il corpo ed imparano a conoscerlo. Il midollo osseo produce moltissimi linfociti, tutti diversi (ogni linfocita produce un solo tipo di anticorpo) e questi passando attraverso il timo, maturano e si attivano. Quelli che hanno reagito con parti del feto e produrrebbero anticorpi autoreattivi sono riconosciuti ed uccisi immediatamente nel timo. Quest'organo, però, è soggetto ad involuzione dopo la pubertà, e con l'andare del tempo possono nascere linfociti autoreattivi che non sono più bloccati e pericolosi per il soggetto. Questo è uno dei motivi per il quale, con l'avanzare degli anni, le malattie autoimmuni aumentano ad esempio l'artrosi e l'artrite reumatoide.
Ci sono parti del corpo che i linfociti non possono perlustrare durante la vita fetale come l'interno del globo oculare. I linfociti quindi non conoscono l'occhio nel suo interno. Nella vita adulta, in caso di lesione del bulbo, se il sangue viene a contatto con il contenuto dell'occhio, l'organismo riconoscendolo come Not Self, produrrà anticorpi anti "occhio" che tra l'altro andranno a danneggiare anche l'occhio sano.
Nei soggetti normali sono stati ritrovati comunque autoanticorpi prodotti da linfociti autoreattivi, ma questi vengono tenuti sotto controllo da lifociti T suppressor o comunque non si sviluppano in modo eccessivo e non dando origine a malattie autoimmuni. Tuttavia, recentemente, si è ipotizzato che patologie come l'infarto, l'ictus, certe forme di demenza e arteriosclerosi, la depressione e molte altre avrebbero come causa o concausa un'aggressione anticorpale dei tessuti. Anche il fenomeno dell'invecchiamento, nel suo insieme, potrebbe dipendere da un invecchiamento del sistema immunitario e dei meccanismi di tolleranza immunologici.
Tratto da www.benessere.com

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