Gli organi linfoidi secondari sono: la milza, le tonsille palatine, la tonsilla linguale e faringea, l'appendice ciecale, le placche del Peyer (aggregati linfoidi nello spessore della parete dell'intestino tenue) e i linfonodi di tutto il corpo. Questi organi sono come spugne, ed ospitano i linfociti che incessantemente circolano da una parte all'altra del corpo per via ematica e linfatica alla ricerca di sostanze estranee. (Fig.4)
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Gli anticorpi
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Le molecole anticorpali, suddivise i 5 tipi per la loro forma, sono dette anche immunoglobuline Ig G, Ig M, Ig A, Ig E, Ig D e sono prodotti dai linfociti B. (Fig.5) Legandosi all'ospite indesiderato (l'antigene) ne determinano l'identificazione e la distruzione con l'aiuto di altri elementi immunitari.
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L'antigene
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Il nostro corpo, grazie al sistema immunitario, riconosce come estranea qualsiasi molecola, con una dimensione superiore ad un esasaccaride, non prodotta dall'organismo stesso e che abbia superato le barriere biologiche e sia "entrata" all'interno dei tessuti o della circolazione.
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Si definisce antigene qualsiasi sostanza o elemento biologico (battero, virus, muffa, protozoo ecc.) che entri nell'organismo e sia riconosciuto come "Not Self" (vale a dire non uguale a se) e che determini l'attivazione di una risposta immunitarie per distruggerlo ed eliminarlo.
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Il meccanismo della risposta immunitaria utilizza sia l'azione di cellule direttamente sull'antigene, sia la produzione di antocorpi specifici che si legano ai vari siti antigenici dell'intruso.
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Il sistema immunitario riconosce come "Not Self", anche i tumori, che nel soggetto sano sono distrutti prima che possano svilupparsi.
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Cosa succede quando avviene una reazione autoimmune?
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Nel diabete (di tipo 1, o giovanile) improvvisamente i linfociti B si mettono a produrre anticorpi anti cellule beta delle isole di Langherans del pancreas, che sono le cellule che producono l'insulina, uccidendole e rendendo il soggetto intollerante allo zucchero. Nella sclerosi multipla si sviluppano auto-anticorpi contro la mielina, una molecola grassa e bianca che riveste le fibre nervose, interrompendo la trasmissione elettrica degli impulsi motori. Nelle tiroiditi autoimmuni il soggetto produce anticorpi contro molecole della tiroide distruggendola o peggio, anticorpi che si "mascherano" da ormoni e la fanno lavorare tanto fino a farla impazzire.
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L'artite reumatoide e le malattie degenerative delle cartilagini articolari come l'artrosi sono anch'esse dovute essenzialmente ad auto-anticorpi anti cartilagine sintetizzati per errore.
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Di tutte le malattie autoimmuni la più complessa è sicuramente il Lupus Eritematoso Sistemico (LES). Il termine sistemico indica che colpisce appunto tutti i sistemi o apparati. In questa malattia si ha una produzione di una grande varietà di auto-anticorpi specifici per componenti cellulari come la membrana citoplasmatica, il nucleo, il nucleolo e i mitocondri. Questi organuli sono presenti in tutte le cellule e quindi in questa patologia si verifica una totale autoaggressione di tutti i tessuti dell'organismo, spesso in forma lieve, ma a volte, nelle forme più gravi, se non trattata farmacologicamente, letale.
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Praticamente ogni organo ed ogni cellula del nostro corpo possono essere aggrediti da autoanticorpi.
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Ma come fa il nostro sistema immunitario a distinguere tra molecole nostre (Self) e molecole estranee (Not Self)?
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Tutto si organizza durante le vita embrionale e fetale, in una fase in cui i nuovi linfociti perlustrano il corpo ed imparano a conoscerlo. Il midollo osseo produce moltissimi linfociti, tutti diversi (ogni linfocita produce un solo tipo di anticorpo) e questi passando attraverso il timo, maturano e si attivano. Quelli che hanno reagito con parti del feto e produrrebbero anticorpi autoreattivi sono riconosciuti ed uccisi immediatamente nel timo. Quest'organo, però, è soggetto ad involuzione dopo la pubertà, e con l'andare del tempo possono nascere linfociti autoreattivi che non sono più bloccati e pericolosi per il soggetto. Questo è uno dei motivi per il quale, con l'avanzare degli anni, le malattie autoimmuni aumentano ad esempio l'artrosi e l'artrite reumatoide.
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Ci sono parti del corpo che i linfociti non possono perlustrare durante la vita fetale come l'interno del globo oculare. I linfociti quindi non conoscono l'occhio nel suo interno. Nella vita adulta, in caso di lesione del bulbo, se il sangue viene a contatto con il contenuto dell'occhio, l'organismo riconoscendolo come Not Self, produrrà anticorpi anti "occhio" che tra l'altro andranno a danneggiare anche l'occhio sano.
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Nei soggetti normali sono stati ritrovati comunque autoanticorpi prodotti da linfociti autoreattivi, ma questi vengono tenuti sotto controllo da lifociti T suppressor o comunque non si sviluppano in modo eccessivo e non dando origine a malattie autoimmuni. Tuttavia, recentemente, si è ipotizzato che patologie come l'infarto, l'ictus, certe forme di demenza e arteriosclerosi, la depressione e molte altre avrebbero come causa o concausa un'aggressione anticorpale dei tessuti. Anche il fenomeno dell'invecchiamento, nel suo insieme, potrebbe dipendere da un invecchiamento del sistema immunitario e dei meccanismi di tolleranza immunologici.
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| Tratto da www.benessere.com |