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BREVETTATA UNA INNOVATIVA PROTESI D'ANCA

BREVETTATA UNA INNOVATIVA PROTESI D'ANCA - MALATTIE REUMATICHE

        

 

Roma, - Un gruppo di ricercatori dell'Università Sapienza di Roma ha sviluppato un metodo che consente di realizzare una nuova protesi d'anca che elimina l'attrito e ha una durata praticamente illimitata. Lo studio, condotto da Adelina Borruto, del dipartimento di Ingegneria chimica materiali ambiente della facoltà di Ingegneria, ha già portato a un brevetto europeo e ha un brevetto Usa, "Hip Prosthesis and designing Method Thereof". Il brevetto internazionale della Sapienza sarà presentato negli Stati Uniti alla fine di aprile. La presentazione sarà nel primo International Peek Meeting che riunirà ingegneri, scienziati e medici del mondo accademico e dell'industria, cioè l'odierna ricerca all'avanguardia sui progressi nella tecnologia del Peek Carbon Fibre, prodotto dalla Invibio, azienda leader nel campo dei biomateriali. Come è specificato nel brevetto, tanto più è grande la differenza di bagnabilità tra i due materiali in accoppiamento tribologico, tanto più la protesi lavora in stato di lubrificazione e non produce detriti. In questo modo si ottiene un impianto destinato a durare per un tempo potenzialmente illimitato, con notevoli vantaggi soprattutto per i pazienti di giovane età. I brevetti delineano quindi una metodica applicabile a qualsiasi accoppiamento tribologico che rientra nella casistica di avere una elevata differenza di bagnabilità tra i due materiali che lavorano in attrito e usura. La proposta dei ricercatori è quella di associare una coppa femorale in un materiale idrofobico quale il Peek Carbon Fibre e una testa femorale in materiale idrofilico (lega metallica come CoCr o ceramica). Queste nuove tecniche rappresentano il superamento dei limiti delle protesi oggi diffuse sia per le problematiche di infiammazione o dispersione di ioni metallici nel corpo umano sia in termini di durata attualmente sono più di 80mila l'anno le persone che, a causa di malattie o per via di incidenti, sono costrette a far uso di protesi d'anca, di cui molti anche giovani di età inferiore ai 30 anni per cui la durata dell'impianto è determinante. "Nel Laboratorio di Tribologia studiamo il comportamento ad attrito ed usura di una vasta casistica di materiali", ha spiegato Adelina Borruto. "In questo caso il nostro lavoro è stato individuare non solo un materiale antiusura, ma anche un accoppiamento tribologico ideale per garantire la longevità delle protesi", ha concluso. 

 

 (Sanità news)  Dicembre 2013 

 

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