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CORONAVIRUS: CLOROCHINA E IDROSSICLORICHINA, AUMENTA LA PRODUZIONE MONDIALE.

CORONAVIRUS: CLOROCHINA E IDROSSICLORICHINA, AUMENTA LA PRODUZIONE MONDIALE. - MALATTIE REUMATICHE

I produttori di farmaci generici Teva e Mylan aumenteranno la produzione di una pillola per la malaria vecchia di decenni che ha attirato l'attenzione dei ricercatori come trattamenti per il nuovo coronavirus. Parliamo ovviamente della clorochina e della idrossiclorochina.

Teva ha detto che entro la fine del mese avrebbe donato 6 milioni di compresse di una versione del farmaco, chiamata clorochina, agli ospedali americani, mentre Mylan ha rivelato i piani per riavviare la produzione nel suo impianto situato in West Virginia.

Venerdì scorso, nel frattempo, la svizzera Novartis ha detto che avrebbe donato fino a 130 milioni di dosi se fosse stata autorizzata per l'uso da parte delle autorità di regolamentazione.

La clorochina non è approvata per il trattamento del COVID-19. Le prove a sostegno del beneficio della clorochina nel trattamento del COVID-19 sono scarse, costituite per lo più da dati promettenti provenienti da un piccolo studio francese su 24 pazienti e da rapporti sul suo uso in Cina.

Ma il farmaco e le sue varianti è ben noto ai medici, essendo stato usato fin dagli anni '50 per la malaria e, più tardi, per l'artrite e il lupus. E, come farmaco generico, potrebbe essere prodotto su larga scala per combattere una pandemia globale, se i suoi benefici fossero dimostrati.

L'idea di usare la clorochina contro il coronavirus della SARS fu lanciata da Andrea Savarino, ora ricercatore dell'Istituto Superiore di Sanità, nel 2003 attraverso la rivista scientifica Lancet Infectious Diseases. L'ipotesi si basava su un'analisi della letteratura da cui si evinceva un effetto antivirale ad ampio spettro della clorochina. Inoltre quest'ipotesi teneva conto delle proprietà immunomodulanti del farmaco, usato talvolta con successo nel trattamento dell'artrite reumatoide.

Gli annunci di Teva e Mylan del giovedì e del venerdì di Novartis sono quindi importanti, tanto più che, secondo l'American Society of Health-System Pharmacists, una delle formulazioni di clorochina è attualmente in carenza.

La prevista donazione di Novartis dovrebbe aiutare, così come quella di Teva e un'analoga mossa della Bayer per donare 3 milioni di compresse della sua formulazione di clorochina fosfato. Teva e Novartis hanno anche fatto sapere che valuteranno l'espansione della produzione.

Mylan potrebbe svolgere un ruolo importante e prevede di iniziare a fornire il prodotto entro la metà di aprile e potenzialmente di aumentare la produzione per fornire un farmaco sufficiente per 1,5 milioni di pazienti. Altre aziende, tra cui Zydus Pharmaceuticals, Prasco Labs e Sun Pharmaceuticals, producono anch’esse la clorochina.

Sono in corso studi più ampi per dimostrare quanto sia effettivamente benefica la clorochina.

A parte la clorochina, il remdesivir di Gilead appare la più chiara speranza a breve termine. Cinque studi sul farmaco sono in corso e potrebbero fornire dati già ad aprile. Ma a differenza della clorochina, che viene somministrata per via orale, il remdesivir viene infuso in più giorni, limitandone potenzialmente l'uso ai pazienti gravi.

https://www.pharmastar.it/  Aprile 2020

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