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ECCESSO DI SALE E AUTOIMMUNITA'

ECCESSO DI SALE E AUTOIMMUNITA' - MALATTIE REUMATICHE

Secondo uno studio pubblicato su Nature che ha coinvolto gli atenei americani di Yale e di Harvard, il Massachusetts Institute of Technology (Mit) insieme alle università tedesche di Erlangen e Berlino, condire con troppo sale le pietanze può portare allo sviluppo di malattie autoimmuni.. Secondo gli esperti, il cloruro di sodio porta ad una conseguente produzione di particolari cellule immunitarie, dette TH17, che favoriscono l'infiammazione e risultano esser coinvolte nello sviluppo di malattie autoimmuni. I test sono stati effettuati sia nei topi che nell’uomo e i risultati sono pressoché identici. Si tratta dei primi studi che legano il costante l’aumento delle patologie autoimmuni nel mondo occidentale ad una precisa causa. Da anni gli scienziati erano a conoscenza del fatto che, un abuso di cloruro di sodio nell'alimentazione, potesse provocare un accumulo della sostanza nei tessuti, determinante per influenzare il lavoro dei macrofagi, le cellule che hanno un ruolo molto importante nelle risposte immunitarie dell'organismo. Le malattie autoimmuni hanno una forte componente genetica ma, evidenziano i ricercatori, non vanno a questo punto trascurati i fattori ambientali. Queste patologie “non sono causate solo dai cattivi geni o dall'ambiente - ha precisato David Hafler, dell'Università di Yale - ma dalla cattiva interazione tra geni e ambiente". Il sale non è il solo fattore ambientale responsabile dello sviluppo di queste malattie. “Abbiamo un'architettura genetica - evidenzia Vijay Kuchroo, uno degli autori dello studio - cioè geni che sono stati collegati a varie forme di malattie autoimmuni e che predispongono una persona a svilupparle. Ma sospettiamo anche che fattori ambientali possano avere un ruolo. Il sale potrebbe essere l'ennesima voce della lista di fattori ambientali predisponenti, che possono promuovere lo sviluppo dell'autoimmunità”.La scoperta potrebbe avere degli importanti sviluppi anche nella cura di altre patologie, quali ad esempio la sclerosi multipla, l'artrite reumatoide, il diabete mellito, la spondilite anchilosante o la psoriasi. Per quanto riguarda quest’ultima malattia gli scienziati si sono detti interessati a stabilire prossimamente “se i pazienti con psoriasi possono ridurre i sintomi che li colpiscono diminuendo l'assunzione di sale”. Tuttavia, lo sviluppo di malattie autoimmuni è un processo molto complesso, che dipende da fattori genetici e ambientali quindi sono necessari altri accurati studi epidemiologici sull'uomo per dimostrare in che misura l'assunzione di sale contribuisce effettivamente allo sviluppo delle patologie autoimmuni”

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