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IL LETTO PROBLEMA CENTRALE PER CHI SOFFRE DI REUMATISMI

Insonnia «genetica» e difficoltà legate alla vita sessuale per i malati
COPENHAGEN (DANIMARCA) - L'artrite reumatoide toglie il sonno a più di 6 malati su 10 e non solo per il dolore alle giunture. La ragione è anche genetica. Ricercatori giapponesi hanno infatti riscontrato un legame tra i geni che regolano i ritmi circadiani (il cosiddetto orologio biologico) e quelli che avviano la cascata di fenomeni chimici all'origine dell'infiammazione che caratterizza la malattia reumatica La ricerca, coordinata da Shunichi Shiozawa della University Graduate School of Medicine e dell'University Hospital di Kobe, è stata presentata al congresso annuale dell'Eular (Lega europea contro i reumatismi), a Copenhagen. Secondo il team giapponese nei pazienti con artrite reumatoide i geni che regolano l'alternanza sonno-veglia sono «significativamente disturbati». In altre parole, in questi malati l'orologio biologico va in tilt.

L'ESPERIMENTO - Per prima cosa Shiozawa e colleghi hanno osservato che, su 200 pazienti esaminati, il 61% lamentava una cattiva qualità del sonno. Gli scienziati, inoltre, hanno notato che i problemi di sonno si associavano a numerosi parametri«spia> dell'attività patologica tipica dell'artrite reumatoide. Per vederci più chiaro, quindi, l'equipe ha analizzato l'espressione genetica di topi fatti ammalare sperimentalmente. Ebbene: nei roditori privati di un gene (chiamato CRY) decisivo nella regolazione dei ritmi circadiani, risultava raddoppiata l'espressione dei geni che attivano il TNF-alfa (Tumor Necrosis Factor-alfa), una delle proteine protagoniste della catena infiammatoria alla base dell'artrite. «Il nostro studio dimostra che alcuni geni regolatori dell'orologio biologico giocano un ruolo cruciale nell'attivazione del TNF-alfa», molecola-segnale della malattia, spiega Shiozawa. «L'identificazione di questo curioso meccanismo potrà aprire la strada a nuovi approcci utili a migliorare la qualità di vita dei malati», è convinto l'esperto. Per esempio, «potrà aiutarci a capire perchè molti pazienti soffrono soprattutto al mattino di dolori e rigidità articolari», ha concluso l'esperto.

SESSUALITÀ: UN INCUBO, MA SE NE PARLA POCO - Sempre legato al «letto», ma in un altra chiave, un altro dei temi al centro dell'attenzione al congresso Eular di Copenaghen è stato il sesso. Le malattie reumatiche gravi non erodono solo le articolazioni, ma anche la vita di relazione . «Molti pazienti scivolano nel tunnel della depressione, e il calo del desiderio e della performance sessuale può essere pesantissimo: lo rileviamo nel 20% dei malati di artrite reumatoide, in netta prevalenza donne, e in un quinto dei pazienti con spondilite anchilosante, perlopiù uomini», ha spiegato Gianfranco Ferraccioli, ordinario di reumatologia all'università Cattolica di Roma. Ai problemi legati alla sessualità dei malati reumatici l'Eular 2009 ha dedicato un'intera sessione. «Un vero evento», assicura Amye Leong, rappresentante di un'associazione internazionale di pazienti, a sua volta colpita da tre patologie reumatiche. «Troppe volte, anche ai meeting di settore - sottolinea - l'argomento è stato oggetto di chiacchiere da bar, più che di un vero e proprio confronto scientifico». Eppure «tra i malati reumatici la diffusione dei disturbi sessuali è doppia rispetto alla popolazione generale», osserva. Ecco perchè «i pazienti vorrebbero più informazioni su questo argomento, e francamente i medici spesso non sanno cosa dire». Per non parlare della ricerca: «In questo campo se ne fa davvero poca», lamenta Leong, auspicando che un'alleanza tra camici bianchi e associazioni possa abbattere ogni tabù e migliorare il dialogo medico-paziente a 360 gradi.

IL «KAMASUTRA» A MISURA DI MALATO - «La difficoltà riscontrata dai malati - commenta Ferraccioli - dipende dalla formazione stessa del medico, forse poco preparato ad affrontare con il paziente tematiche personali come la vita di coppia e il benessere sessuale». Oggi però le cose stanno migliorando, è convinto lo specialista, grazie a «una visione olistica del paziente», in cui «si cura il malato e non la malattia». Ma «a livello scientifico la questione è sotto la lente da molto tempo», assicura Carlomaurizio Montecucco, direttore della Clinica reumatologica dell'università di Pavia-Policlinico San Matteo. «Basti pensare che, già 15-20 anni fa - racconta - è stato pubblicato uno studio con indicazioni precise sulle posture meno dolorose da assumere durante il rapporto sessuale: una sorta di manuale "kamasutra" a misura di malato reumatico».

11 giugno 2009
Corriere della Sera

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