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INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

Attività in corso a carattere promulgativo legislativo
INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

 

Atto Camera
 
Interrogazione a risposta scritta 4-02128
presentata da
DOMENICO SCILIPOTI
lunedì 26 gennaio 2009, seduta n.120
SCILIPOTI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, al Ministro dell'interno, al Ministro per i rapporti con le regioni.- Per sapere - premesso che:
 
in Italia le malattie reumatiche occupano il secondo posto dopo le malattie dell'apparato cardiocircolatorio e il primo fra le malattie cronico-degenerative;
 
le malattie reumatiche rappresentano la seconda causa di invalidità tra tutte le malattie. In Italia più del 50 per cento della popolazione soffre, in un momento della propria vita, di una malattia reumatica acuta o cronica;
 
più di cinque milioni di abitanti, cioè quasi un decimo della popolazione, con predilezione per le donne in misura oltre 3 volte superiore agli uomini, soffre di patologie reumatiche e di questi, 734 mila sono colpiti dalla forme croniche infiammatorie;
 
tali malattie alle quali appartengono oltre 120 affezioni si dividono in due grandi gruppi: le malattie reumatiche degenerative come l'artrosi, la gotta, l'osteoporosi e quelle infiammatorie come l'artrite reumatoide, la psoriasica, le spondiloartriti, le malattie del connettivo, il Lupus eritermatoso sistemico, la dermatomiosite, le vasculiti, la sclerodermia; quest'ultimo gruppo di malattie sono caratterizzate da spiccata disabilità e da evoluzione invalidante;
 
tali patologie non interessano solamente l'apparato osteo-articolare, ma spesso coinvolgono gli organi interni (per questo si chiamano anche «sistemiche»), con necessità di monitoraggio generale frequente dei pazienti, i quali, in tal modo, debbono sostenere enormi spese aggiuntive;
 
i costi dell'assistenza socio-sanitaria rappresentano una seria minaccia per l'economia complessiva del Paese in quanto la spesa per le malattie reumatiche croniche in Italia supera i 4 miliardi di euro l'anno, di cui quasi la metà - 1 miliardo 739 milioni - sono rappresentati dalla perdita di produttività per circa 287 mila lavoratori malati con una perdita di 23 milioni di giornate di lavoro (Ricerca compiuta dall'Osservatorio Sanità e Salute resa nota il 4 dicembre 2008);
 
secondo gli esperti l'impatto socio-sanitario potrebbe essere ridotto con una corretta formulazione diagnostica precoce e l'impiego delle terapie innovative;
 
oltre le terapie convenzionali ci sono farmaci che si sono dimostrati più efficaci nell'arrestare l'evoluzione della malattia: i Biologici o Anti tumor necrosis factor, i quali hanno un costo elevato per lo Stato italiano; costo medio annuale per ogni trattamento oscillante tra i 18.000,00 ed i 24.000,00 euro circa. Spesa per la quale, con accordi tra le aziende produttrici e lo Stato potrebbe essere ricondotta a prezzo politico;
 
l'elevato costo di questi farmaci determina l'impossibilità per le Regioni, di dispensare i farmaci a tutti coloro (in quanto rientranti nei criteri richiesti dal protocollo Antares) che ne avessero bisogno e diritto, comportando repentini e improvvisi arresti nella somministrazione degli stessi o incomprensibili riduzioni delle dosi dispensate, con grave pregiudizio della salute dell'individuo e del suo diritto alle cure;
 
malgrado il recente studio dell'Osservatorio Sanità e Salute sull'impatto economico e sociale di tali malattie mancano dei dati epidemiologici nazionali ufficiali, completi, sulle sopra citate patologie, forniti dalle regioni su direttive del Ministro della salute;
 
manca un censimento delle strutture reumatologiche (in base al numero di abitanti), atte ad accogliere i malati reumatici, e dei medici specialistici impegnati in tali strutture (in base al numero dei malati reumatici);
 
nei poliambulatori specialistici del Servizio sanitario è assoluta la carenza di servizi specializzati in reumatologia. (Da una recente indagine emerge che la reumatologia è al ventiseiesimo posto tra tutte le branche specialistiche che operano nelle ASL);
 
non tutte le terapie fisiche atte a migliorare lo stato di salute e la qualità di vita del malato reumatico, sono sovvenzionate dal Servizio sanitario nazionale, così come le esenzioni per patologia coprono in minima parte le indagini diagnostiche richieste per la prevenzione degli effetti indesiderati dovuti alle terapie praticate per l'artrite;
 
non esistono studi scientifici ufficiali in Italia, sulle terapie «alternative» di tali affezioni e la spesa per tali cure ricade interamente sugli stessi malati;
 
la WHO (Organizzazione mondiale della sanità) e l'ONU hanno dedicato la decade 2000/2010 (2000-2010 bone and joint decade) alla prevenzione e al trattamento delle malattie muscolo-scheletriche -:
 
se non sia il caso, alla luce di quanto su esposto e nel rispetto dell'autonomia organizzativa ed operativa delle Regioni, di acquisire informazioni sull'utilizzo dei fondi distribuiti ai vari ospedali e se da questi viene garantito il diritto alla cura dei pazienti reumatici nel rispetto dei livelli essenziali di assistenza così come avviene per altri con patologie ugualmente impegnative e dispendiose;
 
se non sia il caso che il Governo prenda le necessarie misure atte a lenire la situazione di tali malati, riconoscendo loro uno specifico status, così come già avviene per i diabetici e i cardiopatici. (4-02128)
 
 
 
 
 
 

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