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LA SENSIBILITA' AL GLUTINE E' LEGATA A PATOLOGIE AUTOIMMUNI

LA SENSIBILITA' AL GLUTINE E' LEGATA A PATOLOGIE AUTOIMMUNI - MALATTIE REUMATICHE

La sensibilità al glutine nei pazienti non celiaci è spesso collegata a patologie auto-immuni. Lo rivela uno studio firmato dal professor Antonio Carroccio, direttore della Medicina dell'ospedale di Sciacca e componente del dipartimento di Medicina Interna dell'Università di Palermo, che comparirà nelle prossime settimane su Gastroenterology, una delle più prestigiose riviste scientifiche internazionali di Gastroenterologia. Lo studio è stato condotto presso la divisione di Medicina dell'ospedale di Sciacca e la Medicina del DiBiMIS del Policlinico di Palermo. Sono stati valutati i dati di oltre 130 pazienti con "sensibilità al glutine" e sono stati confrontati sia con soggetti affetti da celiachia che con soggetti affetti da colon irritabile. Lo studio ha dimostrato che la dieta priva di frumento risolveva completamente i disturbi e che la reintroduzione del glutine scatenava nuovamente i sintomi. Il dato nuovo e più rilevante è che i pazienti con sensibilità al glutine hanno mostrato una elevata frequenza di patologie autoimmuni associate: fra esse nel 29% dei casi la tiroidite di Hashimoto, ma anche psoriasi, diabete mellito tipo I e spondilo-artrite. Inoltre i pazienti con sensibilità al glutine mostravano di avere nel siero anticorpi anti-nucleo nel 45% dei casi, un valore molto più alto che nella popolazione generale e nei gruppi di controllo e che suggerisce la possibilità di una tendenza verso malattie autoimmuni.  In conclusione, i ricercatori pur ribadendo che la diagnosi deve essere fatta in centri specializzati e sottolineando l'importanza di non avviare diete incongrue senza controllo medico, suggeriscono che la sensibilità al glutine non celiaca sia una patologia immuno-mediata che può essere legata a complicanze autoimmuni. Il glutine, principale complesso proteico contenuto nel frumento, è il responsabile della celiachia che colpisce una persona su 100. In Italia ci sono circa 600 mila celiaci, ma quelli diagnosticati sono 165 mila. La terapia è la dieta priva di glutine, per la quale i celiaci ricevono un contributo che varia da regione a regione. Tuttavia si stima che nel 2010 i prodotti senza glutine siano stati acquistati da 2,5 milioni di famiglie (dati Nielsen). A volte è una scelta fatta per "moda", ma da alcuni anni molti studi di rilievo hanno osservato che una alimentazione con cibi privi di frumento riesce a risolvere cronici sintomi gastrointestinali come diarrea, stipsi, dolore addominale ricorrente. Molti pazienti etichettati come affetti da "colon irritabile" hanno scoperto che i loro sintomi si risolvono a dieta gluten-free. La comunità scientifica ha coniato il termine di "Non-celiac gluten sensitivity" (sensibilità al glutine non celiaca). Ma molti ricercatori rimangono scettici e negano che vi sia una reazione immunologica alla base di questa condizione. Lo studio dell'Università di Palermo pone nuove basi scientifiche a supporto di questa ipotesi  

Repubblica.it Giugno 2015 

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