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NESSO: ARTROSI E ATEROSCLEROSI

La gravità delle deformazioni delle mani, va di pari passo con la malattia di carotidi e coronarie
MILANO - Si rafforza il ponte tra malattie reumatiche e di cuore: ma mentre l’artrite reumatoide, come ha appena dimostrato uno studio olandese, non guarda in faccia nessuno, l’artrosi si accompagna a un maggior rischio di malattie cardiovascolari solo nelle donne di una certa età. È il risultato di un’indagine pubblicata sugli Annals of Rheumatic Diseases, la rivista ufficiale dell’EULAR, la Lega europea contro le malattie reumatiche.

IL LAVORO - Scenario della ricerca è l’Islanda, un’isola felice per i ricercatori in tutti i campi della medicina: la sua popolazione ristretta, che nei secoli ha avuto pochi contatti con l’esterno, rappresenta una sorta di immenso laboratorio a cielo aperto, dove la componente genetica è sufficientemente uniforme da non interferire troppo con gli altri fattori che si vogliono studiare. Helgi Jonsson, dell’Ospedale universitario nazionale di Reykjavik, ha condotto il suo lavoro su oltre 3 miladonne e 2.200 uomini con un’età media di 76 anni, già selezionati per un’indagine più ampia, lo studio AGES , che si occupa di accertare come invecchia la popolazione della capitale islandese in relazione alle caratteristiche ereditarie e ai fattori ambientali. «Noi in particolare ci siamo soffermati sul possibile legame tra l’artrosi e le malattie cardiovascolari» spiega il ricercatore. «Per quantificare il grado di artrosi ci siamo basati su fotografie delle mani dei partecipanti alla ricerca; per il rischio di malattie di cuore e vasi, invece, abbiamo adottato alcuni parametri come la presenza, lo spessore e la gravità di placche aterosclerotiche nelle carotidi del collo e di calcificazioni nelle coronarie del cuore e nell’aorta». Ovviamente, poi, come indice di una patologia cardiovascolare già in atto, si è tenuto conto del fatto che si fossero già verificati infarti o ictus.

I RISULTATI - «Sulla frequenza di questi eventi drammatici la presenza dell’artrosi non è apparsa rilevante» ammette lo studioso islandese. «Tuttavia, quanto più gravi erano le lesioni alle mani, tanto maggiori erano anche i segni di aterosclerosi nelle arterie che abbiamo esaminato». Il fenomeno è stato osservato solo nelle donne, in cui, se c’era l’artrosi, aumentava di oltre il 40 per cento il rischio di avere calcificazioni e del 25 per cento quello di avere placche aterosclerotiche di una certa entità nelle coronarie.

IL COMMENTO - «I nostri risultati sostengono l’idea che nel processo di sviluppo dell’artrosi intervenga anche il danno dei vasi sanguigni» concludono gli autori della ricerca. «Mi sembra improbabile, visto che le cartilagini sono prive di vasi sanguigni» obietta Flavio Fantini, professore di reumatologia dell’Università di Milano. «Mi sembrerebbe più corretto interpretare i risultati dei colleghi olandesi pensando che il danno alle articolazioni delle mani e quello ai vasi sanguigni proceda di pari passo, come indice di una degenerazione dei tessuti favorita nelle donne da fattori ormonali». Un fenomeno molto diverso quindi da quello che spiega il legame tra malattie cardiovascolari e artrite reumatoide: l’artrosi è infatti essenzialmente una malattia da usura, mentre nell’artrite le sostanze che mediano l’infiammazione possono danneggiare direttamente le superfici interne delle arterie.

Roberta Villa
04 dicembre 2009

da "Corriere Salute"
 

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