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NUOVI PREZZI PER I FARMACI EQUIVALENTI

farmaco equivalente prezzo rimborsoDallo scorso 15 aprile acquistare un farmaco equivalente in farmacia costringe molti cittadini a dover pagare una differenza, una sorta di ticket di uno o due euro che però può essere parecchio più oneroso, fino a una cinquantina di euro. Una sorpresa certo non gradita per le famiglie meno abbienti. Molti farmacisti, a loro volta, si trovano nella condizione di dover spiegare agli assistiti perché non basta più chiedere il generico meno caro per evitare di mettere mano al portafoglio. Ma che cosa è successo? Sono entrate in vigore le liste di trasparenza dell'Aifa che hanno stabilito nuovi prezzi di rimborso, la quota da pagare, perciò, corrisponde alla differenza tra il prezzo al pubblico del farmaco e il nuovo prezzo di rimborso stabilito dall'Agenzia del farmaco. Una novità, prevista da una legge la 122/2010, che rimarrà tale finché i produttori di farmaci equivalenti adegueranno il prezzo dei propri farmaci ai nuovi prezzi di riferimento. Un esempio? Fino a ieri se avevo necessità di assumere un farmaco che ha come principio attivo la Simvastatina (serve per curare il cosiddetto colesterolo alto), per una scatola di 28 compresse, scegliendo l'equivalente non avrei dovuto sborsare nemmeno un centesimo, oggi, con la nuova norma l'integrazione balza a 3.60 euro a confezione. Novità non viste di buon occhio dai farmacisti, che non possono intervenire in alcun modo, ne dai produttori costretti a ribassare i prezzi in un settore che ancora fatica a decollare nel nostro Paese. Ma la situazione è in continua evoluzione.

Aifa ottimista, aziende perplesse

Stando alle ultime comunicazioni dell'Aifa entro giovedì 21 aprile, data di pubblicazione della Gazzetta Ufficiale, le Aziende avranno per la maggior parte adeguato i loro prezzi al pubblico a quello di riferimento venendo così a cessare ogni difficoltà per i cittadini. L'Aifa che auspica, così, di eliminare in tempi brevi i disagi per i cittadini legati ai ritardi nell'allineamento dei prezzi dei farmaci generici al prezzo di riferimento stabilito. «Come annunciato» ha sottolineato il Direttore Generale dell'Agenzia italiana del farmaco Guido Rasi «l'Aifa ha seguito con grande attenzione e preoccupazione l'evolversi della situazione venutasi a determinare con l'applicazione del decreto legge 78 del 31 maggio 2010 (convertito nella Legge 122 del 30 luglio 2010), che chiedeva perentoriamente l'allineamento dei prezzi dei generici ai prezzi medi europei. Le possibili difficoltà saranno risolte in gran parte entro giovedì prossimo, grazie anche al senso di responsabilità mostrato dalle Aziende e quindi, pur esprimendo grande apprezzamento per la buona volontà delle Regioni, riteniamo che non vi sia bisogno di ulteriori interventi». Le aziende dal canto loro non sono altrettanto ottimiste «le Aziende farmaceutiche faranno il possibile per abbassare i prezzi dei farmaci a quelli di riferimento stabiliti dall'Aifa, ma con questi prezzi si fa fatica ad andare avanti e dunque chiediamo in anticipo la comprensione dei cittadini per quei farmaci sui quali non sarà possibile intervenire» è il commento del presidente di Farmindustria, Sergio Dompé. «Al momento è difficile fare una stima precisa sul numero dei farmaci che saranno riallineati ai prezzi di riferimento - ma posso dire che noi faremo tutto il possibile, anche se nei casi di aziende dove i margini sono già bassissimi non sarà facile intervenire». A sua volta AssoGenerici in una nota precisa che «il riallineamento parziale è in atto, ma non è in grado di indicare né l'entità né una data precisa, perché questa decisione spetta alle singole aziende associate sulla base del proprio conto economico. Quello che AssoGenerici può affermare è che la riduzione dei prezzi prospettata dalla delibera Aifa, sulla scorta della manovra economica della scorsa estate, è tale da rendere impossibile la produzione della totalità dei medicinali toccati dalla revisione dei prezzi di riferimento, nelle attuali condizioni del mercato italiano degli equivalenti caratterizzato da bassi volumi di vendita, e che questo è il dato con cui ci si confronta da anni».

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