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SANITA': MALATTIE REUMATICHE

Roma, 1 mar. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Quando stringere la mano di un amico diventa una sofferenza, aprire la porta dell'ufficio una vera e propria difficolta' e prepararsi un caffe' con la moka un'impresa impossibile. Ad affrontare ogni giorno le difficolta' generate dalle malattie reumatiche sono, nella nuova Europa a 25, ben 8,2 milioni di persone. Si tratta di patologie che nel Vecchio Continente rappresentano la prima causa per assenza dal lavoro, con una media di 8,4 milioni di giorni lavorativi persi ogni anno. E l'Italia si candida a diventare uno dei Paesi che potrebbero pagare di piu' in termini di spese sanitarie, con una popolazione di 'over 65' in progressiva crescita. Nonostante possano colpire anche i giovani, infatti, le malattie reumatiche interessano soprattutto gli anziani.
 
MALATTIE REUMATICHE PRIMA CAUSA ASSENZA DA LAVORO, MA LE IGNORA.
 
Oggi in Italia 4 milioni di persone soffrono di osteoartriti, 500 mila di artrite reumatoide o altre artriti infiammatorie croniche, 5 milioni di osteoporosi e 50mila di connettiviti e vasculiti. Ma l'Ue non considera queste patologie tra le 'major diseases' cui devolvere i fondi di ricerca, col rischio che la reumatologia 'made in Europe' perda la sua leadership a vantaggio di Usa e Giappone.
A lanciare l'allarme, oggi a Roma, sono gli esperti della Societa' italiana di reumatologia e dell'European league against rheumatism (Eular), nella giornata di mobilitazione europea dedicata alla divulgazione di dati aggiornati sulla diffusione, i costi sociali, i meccanismi patogenetici e le moderne terapie contro le artriti. Intanto, proprio per sollecitare l'Ue a investire piu' risorse per contrastare questa emergenza, il presidente dell'Eular, Josef Smolen, ha in programma un incontro con alcuni parlamentari europei a Bruxelles.
L'obiettivo e' quello di promuovere la ricerca, unica strada percorribile per ''migliorare il controllo delle malattie reumatiche, ridurre i disagi e migliorare le aspettative di vita dei pazienti che, in alcuni casi, possono ridursi a 10 anni'', spiega Marco Matucci Cerinic, segretario generale Eular.
La qualita' della vita delle persone affette da malattie reumatiche risente profondamente della comparsa delle patologie. ''Ne e' la prova - spiega Stefano Bombardieri, presidente della Societa' italiana di reumatologia (Sir) - una ricerca olandese pubblicata sul Journal of Clinical Epidemiology, in cui le malattie muscolo-scheletriche, insieme ad esempio a quelle neurologiche, figurano tra le patologie che generano le peggiori condizioni per il paziente''.
E le conseguenze, per chi ne soffre, si avvertono anche sul piano lavorativo, spesso non solo per l'assenza forzata dal lavoro. ''Il 50-60% delle persone con artrite reumatoide in eta' lavorativa - spiega Mattucci Cerinic - perde il lavoro entro 10 anni dall'inizio della malattia. Ecco perche' - conclude il segretario generale dell'Eular - e' importante impegnarsi nella ricerca, individuando dei benefici per i pazienti, che permettano di tornare a lavoro e di migliorare, piu' in generale, la loro qualita' di vita''.
 
MALATTIE REUMATICHE, NE SOFFRONO NONNI E NIPOTI
 
Se e' vero che quasi una persona su due a 70 anni soffre di artrosi, non meno insignificante e' il fatto che 500 mila giovani dai 18 anni in su hanno una malattia reumatica in Italia.
E' quanto rilevato oggi in occasione del National Awareness Day da Stefano Bombardieri, presidente della societa' italiana di reumatologia.
I giovani soffrono per lo piu' di malattie sistemiche come l'artrite infiammatoria, l'artrite reumatoide, le connettiviti quali il lupus eritromatoso, ma c'e' anche qualche raro caso di artrosi che insorge gia' a 30 anni, ha precisato Guido Valesini, direttore della cattedra di Reumatologia all'universita' di Roma la Sapienza-Policlinico Umberto I.
 
I reparti dove si curano le malattie reumatiche sono molto piu' frequentati dai giovani di quanto si pensi, ha rimarcato Valesini, con tutto cio' che questo comporta sia per la qualita' di vita dei pazienti che, a differenza degli anziani, dovranno convivere per molti anni con la loro malattia, sia in fatto di costi assistenziali che non sono indifferenti.
 
Ma per limitare questi ultimi ed assicurare ai giovani una vita senza invalidita' si puo' fare molto sia in termini preventivi che terapeutici, hanno assicurato gli esperti. In termini preventivi bisogna innanzitutto considerare che spesso la diagnosi delle malattie reumatiche nei giovani avviene intorno ai 18 anni, ma dei segnali premonitori delle malattie possono fare capolino anche molti anni prima. Si tratta, ha spiegato Valesini, di febbri insolite che perdurano anche per settimane, alterazioni cutanee, gonfiori, dolori e infiammazioni articolari, infine anche disturbi psicotici devono mettere in allarme i genitori e indurli a rivolgersi presso centri specializzati. Sul fronte terapeutico oggi disponiamo di farmaci mirati che possono 'congelare' il decorso del male e impedire che il paziente vada incontro a invalidita'.
 
 
Poi, hanno concluso gli esperti, bisogna anche evitare stili di vita a rischio: e' necessario eliminare il vizio del fumo, che per esempio e' causa certa dell'innalzamento fino a livelli pericolosi di una molecola coinvolta nell'artrite reumatoide, ma anche stare attenti ai fattori di stress e al sovrappeso, anche a fronte del fatto che ormai da alcuni anni si e' reso evidente il pericoloso legame tra malattie reumatiche e rischio Cardiovascolare.(ANSA).

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