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SCOLIOSI GIOVANILE, NIENTE BISTURI

Con il corsetto e gli esercizi si evita la chirurgia in oltre il 90 per cento dei casi
MILANO - La schiena si incurva di lato: succede a tre italiani su cento, in un caso su quattro da piccoli, fra i tre e i dieci anni. Fino a poco tempo fa per risolvere il problema della scoliosi giovanile il primo pensiero è sempre corso al bisturi; oggi però le cose stanno cambiando e l'approccio «soft» con corsetto ed esercizi sta prendendo campo. Perché funziona: secondo i dati di due ricerche italiane presentate a Montreal al recente congresso dell'International Society on Scoliosis Orthopaedic and Rehabilitation Treatment (Sosort), può evitare la chirurgia al 92 per cento degli adolescenti alle prese con la scoliosi.

STUDI ITALIANI – Le ricerche presentate in Canada sono state condotte in Italia, presso isico (Istituto Scientifico Colonna Vertebrale). Il primo studio è andato a valutare a fine terapia 30 pazienti trattati con corsetto o col corsetto e gli esercizi; il secondo ha seguito 76 casi, suddivisi in tre gruppi a seconda della gravità della scoliosi. I risultati del trattamento conservativo sono buoni: le curve scoliotiche vengono stabilizzate e si riesce spesso a mantenere la correzione anche dopo la pubertà, quando nel 70-80 per cento dei casi la curva della colonna tende inevitabilmente a peggiorare, soprattutto se la scoliosi è medio-grave. Solo il 10 per cento dei ragazzi curati con corsetto ed esercizi ha superato l'adolescenza con curve elevate, il 92 per cento ha potuto fare a meno dell'intervento chirurgico. Questo a dispetto del fatto che il bisturi sia tuttora la scelta più diffusa per risolvere la scoliosi giovanile: il 50-75 per cento dei casi secondo le statistiche finora pubblicate finisce dal chirurgo. «Una questione di cultura e mentalità, più che di efficacia scientifica: negli anni l'interesse per i trattamenti conservativi è man mano sceso, basti pensare che i lavori sul tema negli anni '60 erano il 40 per cento del totale, oggi sono appena il 5 per cento – spiega Stefano Negrini, direttore scientifico di isico e prossimo presidente di Sosort –. Ora finalmente le cose stanno cambiando, anche perché sono i pazienti stessi a preferire l'approccio non chirurgico».

CORSETTO – Non che rinunciare al bisturi sia una passeggiata: «Si comincia sempre con gli esercizi ma poi, quasi sempre, tocca passare al corsetto – informa Negrini –. Bisogna tranquillizzare però genitori e ragazzi: oggi non ha alcun senso ricorrere ai corsetti del passato col collare, esistono infatti strumenti quasi invisibili e ben tollerati, tanto che non c'è differenza nella quantità di movimento praticato da un adolescente con corsetto rispetto a un coetaneo che non lo porta. Detto ciò, di certo la terapia conservativa è un impegno considerevole e dobbiamo tener conto dell'aspetto psicologico: sappiamo infatti che il corsetto per essere efficace deve essere indossato non meno di 18 ore al giorno. Certo, consente di fare una vita normale e appena possibile riduciamo i tempi, ma di certo è un carico non da poco per un bambino o un adolescente. Anche per questo la terapia conservativa funziona davvero solo nelle mani di chi sa farla: dobbiamo tener conto dei disagi del paziente e capire insieme come indirizzare il trattamento in maniera da guarire la schiena senza compromettere il benessere generale».

RISULTATI – Detto ciò, risolvere la scoliosi senza bisturi è un bel risultato. Basta pensare alla storia di Anna (nome di fantasia), una delle giovani pazienti in cura dai ricercatori dell'isico: è arrivata al centro da bambina, ha iniziato con gli esercizi e poi è dovuta passare al corsetto. Ne ha cambiati diversi, indossandoli prima 12 e poi 18 ore al giorno; ma ha tenuto duro e ha superato quasi indenne il peggioramento intorno ai 12 anni. Oggi ha sedici anni, porta ancora il corsetto 11 ore al giorno, ma entro due anni lo abbandonerà definitivamente. E avrà risolto il suo problema senza essere andata in sala operatoria.

Elena Meli
29 maggio 2010

da "Corriere Salute"

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