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TECNICHE DI RILASSAMENTO

TECNICHE DI RILASSAMENTO - MALATTIE REUMATICHE
 
 
 
Avete letto precedentemente che imparare a rilassarsi è un buon metodo per aiutare se stessi a fronteggiare lo stress.
Tutto ciò di cui avete bisogno è venti minuti di pace e quiete, preferibilmente in una stanza dove siete soli e potete sdraiarvi sul pavimento. La tecnica consiste nel svuotare la mente di tutti i pensieri negativi, visualizzare le bellezze di un'immagine tranquilla, immaginare suoni della natura che riassumono questa scena e darle vita nella vostra mente.
Dopo aver ambientato la vostra scena per creare la tranquillità nella mente, il passo successivo è rilassare tutti i muscoli, un po' alla volta. Cominciate dalle dita dei piedi, continuate con quelle delle mani, prima contraendo poi rilassando un gruppo di muscoli così che alla fine tutti gli arti siano pesanti e inerti: se qualcuno dovesse sollecitarvi un braccio, questo ricadrebbe subito giù.
Continuate il processo contraendo e rilassando i gruppi di muscoli lungo tutto il corpo, comprese le palpebre e la fronte e quando sarete completamente rilassati rimanete lì per qualche momento come se il vostro corpo dovesse fondersi con il pavimento. Poi riportatevi alla realtà lentamente e dolcemente, senza nessuna fretta.
Potete anche combinare il rilassamento con gli esercizi di respirazione che vi aiuteranno a vincere ogni tensione. Quando siamo sotto stress, normalmente il respiro si fa più veloce e poco profondo coinvolgendo solo la parte alta del petto. Ciò significa che non ispiriamo abbastanza aria nei polmoni o non espelliamo le tossine in modo corretto. Dovremmo imparare a respirare controllando il diaframma, come gli attori e i cantanti, in modo di espandere i polmoni al massimo e incamerare abbastanza aria da nutrire il cuore con l'ossigeno di cui ha bisogno per battere più forte.
Il diaframma è una sorte di fascia muscolare che separa la cavità del petto dallo stomaco. Appoggiando la mano, potrete sentirlo espandersi e contrarsi al vostro respiro. Dovete imparare a controllarlo in modo che quando inspirate, l'aria entri nella parte più profonda dei polmoni e possiate sentire la parte inferiore della cassa toracica espandersi. Allo stesso modo, quando espirate, contraete il diaframma in modo da espellere la maggior quantità possibile di aria nei polmoni, sbarazzandosi di tutte le tossine. Fate pratica nel controllo del respiro diaframmatico inspirando profondamente, contando fino a tre; trattenete il respiro contando fino a tre, espirate contando fino a tre, fate una pausa contando fino a tre e ripetete l'esercizio. Se avete bisogno di aiuto per questi esercizi consultate un fisioterapista. Una volta che avrete la padronanza sia delle tecniche di rilassamento sia degli esercizi di respirazione, , sarete stupiti da quanto vi sentirete più calmi e controllati. Scoprirete anche che il vostro dolore non è più così forte.
 

IPNOTERAPIA
 
 
L'ipnosi è conosciuta già da molto tempo, ma chi la pratica sta ancora combattendo per conquistarsi il rispetto. Nell'ipnosi si è completamente coscienti ma profondamente rilassati, con la mente concentrata. Un paziente in stato di trance diventa suggestionabile e il terapeuta può aiutarlo a risolvere i problemi suggerendogli delle possibili soluzioni, per esempio cambiamenti nel suo comportamento. Ogni suggerimento dato durante l'ipnosi è stato preventivamente accettato e molti pazienti ricordano tutto dopo essersi svegliati dall'ipnosi e, come in ogni terapia naturale, l'obiettivo è quello di aiutarli ad aiutarsi da soli.
L'ipnosi non è stata usata solo per curare problemi psicologici come paure o fobie, ma anche per diminuire il dolore e lo stress e per curare dipendenze e disordini alimentari, oltre ad alcune malattie della pelle. Molti dottori e psicologi usano l'ipnosi come parte di un programma di trattamento più complesso. E' stato provato che l'ipnoterapia può alleviare il dolore e anche cancellarlo completamente in un paziente in condizione di trance profonda.
 

BIOFEEDBACK
 
 
Andrebbe più precisamente chiamato "addestramento al biofeedback", in quanto si tratta di un metodo per insegnare come controllare le reazioni involontarie del corpo, come l'alzarsi e l'abbassarsi della pressione sanguigna e della temperatura corporea, che si presentano come una risposta automatica a una eccesso di caldo o di freddo o a delle emozioni come la paura, la rabbia, l'odio, l'ansia e la depressione.
Il terapeuta misura le risposte involontarie del paziente per mezzo di apparecchiature elettriche, come un termometro da tenere in mano che può rilevare la presenza di mal di testa o emicrania dalla temperatura, o un misuratore elettrico della resistenza della pelle (simile alla macchina della verità) che reagisce al sudore da paura o ansia.
Le misurazioni sono rese note al paziente tramite un sistema di luci e suoni. Il terapeuta poi insegna al paziente come controllare le sue reazioni automatiche usando i segnali luminosi o sonori della macchina come guida al grado di successo ottenuto.
Il biofeedack è un eccellente esempio di come si può usare il potere della mente sul corpo per ristabilire la salute. E' molto popolare negli Stati uniti dove è usato e studiato dagli psicologi. Può essere impiegato con successo per il controllo dello stress, a maggior ragione dovrebbe essere efficace nella cura di tutte quelle malattie strettamente connesse a questa condizione, incluse l'artrite reumatoide.
 

IL DOLORE E LA MENTE
 
 
Forse il disturbo più angosciante dell'artrite reumatoide è il dolore che causa, sia quello acuto delle fasi attive della malattia, sia quello persistente e a lungo termine con il quale chi soffre di artrite deve imparare a convivere. Il dolore è stancante, sia a livello fisico sia a quello emotivo, e può provocare profondi stati di depressione. Gli antidolorifici potenti hanno spesso spiacevoli effetti collaterali, quindi è essenziale trovare modi dolci e naturali di controllare il dolore.
Ognuno percepisce il dolore in maniera differente: alcune persone riescono a tollerarlo facilmente mentre altre sono disturbate anche dal dolore di una piccola ferita, tutto dipende dalla cosiddetta "tolleranza la dolore".
La "soglia del dolore" è a livello a cui si comincia a sentirlo ed è generalmente sempre lo stesso per ognuno di noi. Ma il fatto che la capacità di tollerare il dolore possa variare così tanto da persona a persona suggerisce che l'attitudine mentale potrebbe avere qualcosa a che fare con questo fenomeno.
Come si è detto in precedenza, si sa anche che un placebo, ovvero una sostanza innocua, somministrato al posto di un farmaco antidolorifico senza che il paziente lo sappia, può attenuare il dolore perché il paziente lo crede efficace. Il cosiddetto effetto placebo è un altro esempio del potere della mente in materia. L'ansia del paziente rispetto al proprio dolore alla malattia può essere ottenuta da un placebo prescritto da un medico rassicurante, il che dimostra che il dolore e stato d'animo sono strettamente legati e un'attitudine positiva, sia da parte del paziente che del medico, possano aiutare a sconfiggere il dolore.

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