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TERAPIA ROUDIER

QUESTO SPAZIO SI OCCUPA DI TUTTE QUELLE TERAPIE NON RICONOSCIUTE. DAL S.S. NAZIONALE.

ATTENZIONE:
Le informazioni contenute in queste pagine sono fornite esclusivamente a scopo educativo. Non si intende fornire suggerimenti per diagnosi o cure di malattie. In caso di bisogno consultare un medico.


Negli ultimi anni la ricerca farmacologica ha fatto passi da gigante permettendo ai malati reumatici di fare una vita sociale attiva e di svolgere la maggior parte delle attività quotidiane, cosa che difficilmente era possibile in passato. Tuttavia non è ancora stato trovato quel farmaco miracoloso capace di fermare per sempre la reazione auto immunitaria in caso di malattia reumatica auto immune. Nella mia vita di malato reumatico mi sono imbattuto in miriadi di rimedi più o meno miracolosi, che di miracoloso nulla avevano se non il fatto di arricchire chi li proponeva come tali, senza per questo recare un qualsiasi miglioramento in chi li provava, nella disperazione della speranza.

Ultimamente mi sono imbattuto in diverse proposte, chiamiamole alternative alle terapie tradizionali, una di queste è proprio la terapia Roudier; sin qui nulla di strano se non il fatto che a differenza di altre terapie ha in se un fondamento scientifico assolutamente valido che andrò ora ad elencarvi.
Questa terapia chiamata Immuno-modulazione, si pone come obbiettivo non quello di sopprimere il sistema immunitario ma di confonderlo in modo che ad essere colpite non sono più le articolazioni del malato, ma gli enzimi contenuti nella sostanza iniettata settimanalmente, chiamata dal Prof. Roudier VACCINO.
La cosa non mi sorprende affatto, in passato ebbi, durante la malattia, la sfortuna di incrociare la varicella e la cosa strana che notai era la completa scomparsa dei dolori articolari e delle tumefazioni pur avendo sospeso a titolo cautelativo i farmaci antireumatici tra cui il cortisone.
Un giorno durante la degenza ospedaliera chiesi lumi al medico del reparto in cui ero ricoverato, con calma mi spiegò che i miei anticorpi in quel momento erano distratti dal virus della varicella e che una volta sconfitto si sarebbero occupati ancora di me.
Purtroppo non sbagliò, passata la varicella ricominciarono i dolori e le tumefazioni; così cominciai a documentarmi e scoprii che gli antichi egizi, non avendo farmaci capaci di fermare il dolore ed il danno articolare causato dall'A.R.; utilizzavano un metodo strano ma che si collega benissimo al fondamento dell'Immuno-modulazione, essi infatti procuravano micro infezioni per confondere gli anticorpi ingannandoli.
Moltissimi sono i malati che hanno utilizzato ed utilizzano tuttora il metodo Roudier, io stesso ho avuto contatti con alcuni di essi: e nel tentativo di approfondire la cosa ed avere ulteriori informazioni, ho tentato più volte di contattare il medico che in Italia applica questa terapia, ma inutilmente. La cosa che mi ha colpito è l'assoluta fiducia che questi malati ripongono in un metodo che dosato nel modo corretto permette (così dicono) di fare una vita sana e normale per ben 6 mesi, dopodiché occorre dosare di nuovo l'enzima sottoponendosi ad una serie di esami ematici e rispettive visite di controllo.
Che cosa contenga questo enzima è un segreto, nessun dubbio circa la sua efficacia infatti, dicono i malati che attualmente utilizzano questo rimedio, una volta iniettato confonde il sistema immunitario, permettendo al malato di fare una vita priva di dolori ma soprattutto priva dei farmaci che tradizionalmente si assume in caso di A.R. o altra malattia reumatica.
In Italia tale terapia è praticata dal dott. Cogliandro allievo del dott. Roudier, egli riceve su appuntamento a Torino e in Liguria e dal Dott. Micozzi immunologo di Roma.
Pubblico ora una lettera rilasciata dallo stesso Roudier ai colleghi medici che spiega quale cura applica ai malati autoimmuni:
 

Miei Cari Colleghi,

 
 
Il trattamento immuno-modulatore é stato utilizzato in primo luogo nei reumatismi infiammatori post-streptococchi, una quarantina d'anni fa.
Con l'evoluzione delle conoscenze biologiche, le indicazioni si sono ampliate, e si estendono oggi all'insieme delle malattie auto-immuni.
Questo trattamento mira a proteggere i marcatori H.L.A. del malato, contro degli eventuali errori di riconoscenza del "me" ( se stessi ) , da parte delle cellule immuno-competenti.
Questo è il caso tipo di un sistema automatico che "devia", e non adempie più il programma per il quale è stato concepito. Ciò vuol dire che esso non dispone di un sotto-programma adeguato alla situazione che deve affrontare :
Si tratta, in generale, dell'incontro di un micro-organismo patogeno, portatore di un antigene mimetico, di uno dei marcatori definendo il "me" (marcatore H.L.A.).
 
La concezione attuale del modo di trasmissione dell'informazione, nel caso di una immuno-modulazione terapeutica, per trattare una malattia auto-immune, è il seguente :
 
1 Le immuno-globuline sono portatrici dell'informazione che permette la loro auto-regolazione. Questo spiega il loro tasso costante in uno stesso paziente, malgrado gli incontri microbici, batteriologici o virali ripetuti ogni giorno.
 
1 E' possibile utilizzare le immuno-globuline del rapporto per modulare la risposta immunitaria. (Confrontare l'articolo di Srini Kaveri in " Journal of Clinical Investigation" febbraio 1996. pag.865-869 :
"Antibodies to a Conserved Region of HLA Class I Molecules, Capable of Modulating CD8T Cell-Mediated Function, are present in Pooled Normal Immuno-globulin for Thérapeutic Use". INSERM Unità 430. Ospedale Broussais.75.014. PARIS).
 
E' necessario conoscere il gruppo HLA classi 1 e 2 per comprendere il meccanismo dell'errore di riconoscimento del "me".
Così le più grandi patologie infiammatorie reumatiche sono il fatto di pazienti HLA DR 4. Il marcatore HLA DR 4 comporta 12 sotto-gruppi, dei quali molti, del fatto della sequenza QKRAA, sono chimicamente apparentati a degli antigeni di capside del Cito-megalo-virus, e del virus di Epstein-Barr. Questi sono DR B1* 04.01; BR B1* 04.04; DR B1* 04.05 e DR B1* 04.08.
Il marcatore H.L.A. DR 1 ha gli stessi caratteri antigenici di uno dei sottogruppi di DR 4 portatori della sequenza QKRAA.
L'HLA DR 7 é imitato da un antigene di capside comune a tutti gli epatovirus.
L'HLA DR 2 e i suoi sottogruppi DR 15 e DR 16 sono imitati da un antigene di capside del virus varicella-zona.
Questo è uno dei grandi meccanismi della patologia infiammatoria.
Le spondiliti sono spesso HLA B27. Questo marcatore dell'uomo è imitato da una serie di batteri. Chlamydia Trachomatis; Yersinia Enterocolitica; Salmonella Typhi murium.
Il B35 è imitato da un antigene membranoso comune a tutta la numerosa famiglia degli streptococchi.
 
Ben inteso io non domando, e non utilizzo i risultati del gruppo HLA, che per la diagnostica e il trattamento delle affezioni auto-immuni.

Il trattamento immunologico permette di controllare circa il 90% delle spondilartriti, e dal 60 al 70 % delle artriti. I suoi migliori risultati sono tuttavia ottenuti nel trattamento delle arteriti, (tutte le forme), dove non esiste ad oggi alcun fallimento conosciuto. Tali risultati nella patologia arteriale mi han portato a cercare di migliorare l'ossigenazione cerebrale dei pazienti colpiti dalla malattia dell'Alzheimer. Noto spesso una stabilizzazione dei disordini neurologici.
Certe endocrinopatie: diabete giovanile insulino-dipendente, tiroiditi, sono talvolta in grado di essere così trattate.
Le rectocoliti, e illeiti di Crohn danno spesso dei buoni risultati.
Infine, ultime in data, le sclerosi a placche HLADR 2, DR 15 e DR 16 sono notevolmente controllate tramite l'innumo-modulazione.
 
Il trattamento immunologico delle artriti è incompatibile con gli immuno-soppressori, e i corticoidi a lungo decorso. Viceversa esso è perfettamente compatibile con l'Apranax o l'Aspirina.
Dal punto di vista farmacologico, gli allergeni utilizzati sono di altissima diluizione di Polygamma, o di Sandoglobuline nel Solvente per Allergeni Pasteur, o Lavoisier. Io preferisco d'altra parte parlare di solvente "attivato", perché non utilizzo che delle diluizioni molto superiori alla dodicesima diluizione centesimale, che corrisponde in numero d'Avogadro.
Di fatto non c'è molecola reale dell'anticorpo "informatore" nell'allergene utilizzato. (Il termine Polygamma che compare sulla domanda di intesa preliminare indica semplicemente l'origine dell'informazione utilizzata per indurre la tolleranza immunitaria della sequenza QKRAA).
 
Questo permette di conservare l'essenziale della risposta immunitaria, la tolleranza indotta tramite il trattamento, nel caso di un paziente HLA DR4 , limitandosi al piccolo peptide QKRAA, che costituisce la somiglianza antigenica tra l'ospite e il virus.
 
Vi segnalo un'indicazione di questo metodo, in una "situazione di disperazione". Un certo numero di malattie genetiche, sono delle malattie immuno-genetiche, ciò vuol dire che la mutazione in causa realizza la semplice permutazione il semplice scambio di un aminoacido su una proteina.
La proteina mutata è funzionale tanto quanto la proteina originale. Ma essa non è conforme allo schema memorizzato dal sistema immunitario. Una volta che la proteina mutata è localizzata, il sistema immunitario applica il sotto-programma di rigetto dei tessuti estranei…e ciò fin quando il malato ne muore !
 
Possiamo utilizzare le tecniche anti-rigetto preconizzate cioè raccomandate nelle malattie auto-immuni, per proteggere le proteine mutate, minacciate di distruzione dal fatto dell'errore di riconoscimento del "me".
 
Delle affezioni come la Malattia di Friedreich ( frataxine), di Charcot-Marie-Tooth, certe retiniti pigmentarie, la Miotonia di Thomsen, certe miopatie (distrofina per la malattia di Duchenne), e le muco-viscidosi ( proteine C.F.T.R), si lasciano così stabilizzare.
 
Per ciò che riguarda la PCR, l'utilizzo dell'immuno-modulazione dà dei risultati accettabili. Essa non necessita che di due intradermiche a settimana. Ciò riduce il costo sociale del trattamento di colui che fa uso delle due iniezioni settimanali.
La durata di un tale trattamento dipende dalla gravità del meccanismo in causa. Essa è al minimo di 18 mesi.
Generalmente l'utilizzo della immuno-modulazione, fino a quando è possibile, conduce a delle economie importanti in rapporto al trattamento medicamentoso corrispondente.
 
Dal punto di vista legale, vi rinvio
 
2 alla decisione definitiva resa dalla camera disciplinare del Consiglio Regionale Rhône-Alpes dell'Ordine dei Medici (17 Maggio 1992),

3 alla decisione resa il 28 Settembre 1994 dalla Sezione delle Assicurazioni Sociali dello stesso Consiglio,

4 alla decisione definitiva resa l'8 Aprile 1995 dalla camera disciplinare del Consiglio Regionale Rhône-Alpes dell'Ordine dei Medici,

5 alla decisione della Sezione delle Assicurazioni Sociali del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Medici, resa il 10 Dicembre 1997, sui ricorsi in appello del CPCAM di Lione e Saint-Etienne.
 
 
Vi prego di gradire i miei saluti più sentiti.
 
 
 
Nel panorama delle cure non tradizionali compare anche un'altra terapia che si basa sull'immuno-modulazione, a questo proposito però non farò ne nomi ne luoghi dove la applicano in quanto mi è stato chiesto esplicitamente dal medico che io stesso contattai tempo fa, di non fare pubblicità o altro che potesse disturbare il suo lavoro, per tale motivo mi limiterò a dirvi che si tratta di un metodo che utilizza i criteri del metodo Roudier con una differenza.
Ad essere iniettato non è il vaccino ma gli anticorpi precedentemente modificati della stessa persona, il tutto si risolve con un semplice prelievo ematico dopodiché viene preparato in laboratorio il vaccino contenente gli anticorpi modificati e dispensato per poter eseguire la cura direttamente a casa. In questo caso a differenza della terapia Roudier, è necessario sospendere la cura tradizionale in atto, cosa di difficile attuazione nei casi di malati affetti da A.R. di vecchia data. Io ho contattato personalmente il medico che la pratica, il quale ha affermato che con tale cura ci sono stati casi di remissioni della patologia reumatica specialmente nei bambini, mi ha anche raccontato che per essere veramente efficace occorre non assumere cortisonici o altri immunosoppressori e che le probabilità di una sua riuscita su malati affetti da A.R. di vecchia data sono bassissime in quanto il sistema immunitario, compromesso da anni di continue cure immunosoppressive, non risponde normalmente agli stimoli del vaccino iniettato intramuscolo.
 
Ad ognuno di voi trarre le opportune conclusioni, certo è che niente e nessuno potrà mai sostituire la ricerca scientifica in atto, molte sono le cure in arrivo, molte sono le speranze dei malati.
 

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