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UN NUOVO "BIOLOGICO" PER L'ARTRITE PSORIASICA

Un anticorpo anti-TNF, migliora i sintomi in oltre la metà dei pazienti
MILANO - Si prende attraverso iniezioni sottocutanee mensili, è ben tollerato e riduce i sintomi dell'artrite psoriasica nel 51 per cento dei pazienti. Si chiama gomalimumab ed è un nuovo farmaco biologico, sulla buona strada per arrivare nella pratica clinica: se ne parla sulle pagine di Arthritis and Rheumatism, dove sono stati appena pubblicati i risultati della più recente sperimentazione clinica di questo nuovo anticorpo monoclonale.

SPERIMENTAZIONE – La ricerca, che ha coinvolto poco più di 400 pazienti con artrite psoriasica attiva nonostante le terapie con antinfiammatori non steroidei e farmaci antireumatici, è stata condotta da Arthur Kavanaugh dell'università di San Diego, in California. Il ricercatore ha suddiviso i pazienti in tre gruppi, tutti sottoposti a iniezioni sottocutanee ogni 4 settimane per 6 mesi: ad alcuni ha dato il farmaco alla dose di 50 milligrammi, ad altri ha somministrato la dose di 100 milligrammi, ad altri ancora ha dato il placebo. Lo scopo, valutare gli effetti di questo nuovo anticorpo monoclonale umano anti-TNF sui sintomi artritici e sulle manifestazioni della psoriasi a livello delle unghie e della pelle. I risultati sono stati incoraggianti: innanzitutto il farmaco è ben tollerato, in secondo luogo il 51 per cento dei pazienti ha ottenuto un miglioramento dei sintomi (fra cui dolore, gonfiore e scarsa funzionalità delle articolazioni, infiammazione articolare) di almeno il 20 per cento, contro il 9 per cento del placebo. Una buona quantità di pazienti, inoltre, ha raggiunto risultati ancora migliori con riduzione dei sintomi fino al 50 o addirittura il 70 per cento, già dopo le prime 14 settimane. Chi aveva assunto gomalimumab ha dichiarato di aver riguadagnato una buona qualità di vita grazie alla riduzione dei sintomi reumatici.

PSORIASI – C'è di più: il biologico ha funzionato anche sui sintomi della psoriasi, sia quelli cutanei che delle unghie (presenti, questi ultimi, in 7 partecipanti su 10). Il 40 per cento dei pazienti che hanno ricevuto la dose più bassa e il 58 per cento di quelli che hanno preso la dose maggiore ha avuto un miglioramento della psoriasi di almeno il 75 per cento. Solo il 3 per cento dei pazienti a cui è stato iniettato il placebo ha ottenuto gli stessi risultati. «Dal punto di vista della sicurezza e della tollerabilità il profilo è analogo a quello degli altri anti-TNF: l'iniezione sottocutanea non è fastidiosa e solo in pochissimi casi ha comportato una leggera reazione locale», dice Arthur Kavanaugh. In una sperimentazione di fase due precedente a questa, il farmaco ha dimostrato di essere efficace già a partire da due settimane dopo la prima iniezione; questa ricerca, uno studio multicentrico di fase tre molto accurato (che è anche uno dei più ampi mai eseguiti per testare i biologici contro l'artrite psoriasica e il primo ad andare a verificarne l'effetto sui sintomi della psoriasi a livello delle unghie), conferma sostanzialmente i buoni risultati precedenti. «In un prossimo futuro presenteremo i dati a lungo termine di efficacia e sicurezza», conclude Kavanaugh. Per scoprire se questo nuovo farmaco ha realmente le carte in regola per arrivare in clinica, quindi, non resta che aspettare.

Elena Meli
13 maggio 2009

Fonte: http://www.corriere.it/salute/reumatologia...44f02aabc.shtml

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