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UNA SPERANZA IN PIU'NELLA TERAPIA DEL DOLORE

Cure palliative e cannabis terapeutica: primo di del Senato
mercoledì 27 gennaio 2010

Approvato oggi in Senato il disegno di legge bipartisan sulle cure palliative e le terapie del dolore per i malati terminali. Un passo in avanti dunque su questo, che vede il nostro paese drammaticamente indietro rispetto a quanto avviene in altri stati europei e non solo (pensiamo a Germania e Francia, come anche Stati Uniti e Canada).

Il testo, approvato all'unanimità, intanto ribadisce lo stanziamento di risorse già previsto lo scorso luglio, 50 milioni di euro immediatamente disponibili e 100 per ogni anno a venire, e punta molto sulla costruzione di una vera e propria rete nazionale di servizi, anche procedendo alla semplificazione per l'accesso agli oppiacei e ai cannabinoidi. Altro punto di forza del testo, l'istituzione di un Osservatorio nazionale permanente con il compito di monitorare l'andamento delle prescrizioni per poi redigere annualmente un rapporto.

Un compromesso che sembra aver accontentato un po' tutti, maggioranza ed opposizione, ma che comunque merita un'esultanza moderata. In effetti, a ben guardare, il testo oggi approvato in Senato si discosta molto da quello di partenza che aveva ottenuto il via libera dalla Camera dei Deputati il 16 settembre scorso.

La divergenza maggiore, quella che non soddisfa fra i tanti Iganzio Marino (Pd), riguarda le modalità di prescrizione di questa categoria di farmaci, adesso limitata alla sola ricetta medica, ovvero alla classica ricetta dei medici di famiglia aderenti al Servizio sanitario nazionale.

Il che, ovviamente, preclude ai medici che esercitano la loro professione in strutture private, la possibilità di prescrivere dati farmaci. Una sorta di contraddizione in termini, se così la si può definire, cui il Senato ha comunque cercato di rimediare approvando un ordine del giorno che impegna il governo a valutare possibili risposte.

Ma la giornata di oggi si caratterizza anche per un'altra importante, importantissima vittoria in questo settore: sempre il Senato ha infatti approvato anche un ordine del giorno presentato dai senatori radicali Donatella Poretti e Marco Perduca, con cui si lascia intravedere la possibilità di produrre direttamente nel nostro paese farmaci a base di cannabis.

Si andrebbero in tal modo a valorizzare eccellenze italiane come il Centro di ricerca per le colture industriali di Rovigo (autorizzato alla produzione di cannabis per scopi di ricerca) e lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, che diventerebbe centro nevralgico per la produzione dei farmaci oppiacei e cannabiodi.

Un'apertura quindi cui si guarda con fiducia e speranza, soprattutto perchè attualmente l'importazione di questi farmaci è molto, per non dire eccessivamente burocratizzata e costosa, tanto per le famiglie dei malati direttamente interessati quanto per lo stesso sistema sanitario, costantemente costretto a rivolgersi a mercati stranieri per soddisfare una domanda che interessa circa 250mila malati terminali.
LICYA VARI
http://www.agenziaradicale.com/index.php?o...=9630&Itemid=53
 

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