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UNO SPRUZZO NEL NASO E IL MALE SE NE VA

La Food and Drug Administration ha dato il suo ok a una nuova via di somministrazione per un antidolorifico
MILANO - Potrebbe una soluzione per chi ha il terrore delle iniezioni oppure non ha nessuno che gliele possa fare: l’azienda che produce il ketorolac (un antidolorifico) sotto forma di spray nasale ha comunicato che l’agenzia statunitense di regolazione dei farmaci, la FDA, ne ha approvato l’uso per il trattamento a breve termine di forme dolorose moderate o moderatamente gravi. «La novità non è il medicinale in sé» spiega Diego Beltrutti, specialista in medicina del dolore e consulente dell’Istituto clinico Humanitas di Rozzano, presso Milano, «che è un forte antinfiammatorio in commercio anche in Italia, ma la sua via di somministrazione». Lo spray nasale infatti permette alla sostanza di essere rapidamente assorbita attraverso la mucosa, con un effetto antidolorifico quasi immediato. «Purtroppo negli ultimi anni scarseggiano molecole davvero innovative per la terapia del dolore e si lavora piuttosto sulle modalità di somministrazione. Anche gli analgesici della categoria della morfina, gli oppioidi, prima si davano solo per bocca mentre oggi sono disponibili anche sotto forma di cerotto da applicare sulla pelle o di lecca-lecca che rilasciano il farmaco a livello della mucosa orale» prosegue l’esperto.

QUANDO SERVE - Il prodotto approvato negli Stati Uniti non appartiene però a questo gruppo, ma ai cosiddetti FANS, gli antinfiammatori non steroidei. «Per questo è particolarmente efficace per condizioni in cui la sintomatologia è meno grave di quella oncologica e dipende da un processo infiammatorio, per esempio per traumi e fratture oppure per ustioni o mal di denti. Non serve invece quando il dolore è di maggiore entità né quando il disturbo dipende direttamente dal nervo, come nella nevralgia del trigemino» suggerisce lo specialista.

EFFETTI COLLATERALI UGUALI - Anche se si assume in maniera diversa dai prodotti tradizionali, poi, alla lunga può provocare gli stessi effetti collaterali dell’aspirina e degli altri prodotti di questa famiglia, come ulcere allo stomaco o sanguinamenti gastroenterici: «A provocarli infatti è l’azione della molecola in circolo, indipendentemente da come ci è arrivata» sottolinea Beltrutti. Ecco perché la FDA raccomanda di non utilizzare lo spray per più di cinque giorni consecutivi. I vantaggi Il prodotto permette di ottenere facilmente un rapido sollievo dal dolore senza i rischi di abuso legati all’uso degli oppioidi e senza i disagi dell’iniezione intramuscolare. «Con lo spray il malato sa di poter calmare in fretta il dolore anche se sopravviene durante la notte, senza disturbare nessuno» commenta l’esperto. «Senza contare che non sempre i familiari sono in grado di fare iniezioni intramuscolari, ma spesso devono ricorrere ad altri». Evitando la necessità della puntura il prodotto potrebbe rivelarsi particolarmente utile nei bambini. Ma per questo occorrerà aspettare la formulazione pediatrica. E in ogni caso, in Italia, che l’Agenzia europea del medicinale (EMA) prima e quella italiana del farmaco (AIFA) poi, seguano le orme dei colleghi di oltreoceano.

Roberta Villa
21 maggio 2010

da "Corriere Salute"

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