MALATTIE REUMATICHE ASSOCIAZIONE ITALIANA REUM AMICI presenta: L'Artrite Reumatoide e le Malattie Reumatiche
Home » Ultime dal web » "LA SCOTTE", INDIVIDUATO IL MECCANISMO CAUSA MORTE IMPROVVISA PAZIENTI AUTOIMUNI

Ultime dal web

"LA SCOTTE", INDIVIDUATO IL MECCANISMO CAUSA MORTE IMPROVVISA PAZIENTI AUTOIMUNI

"LA SCOTTE", INDIVIDUATO IL MECCANISMO CAUSA MORTE IMPROVVISA PAZIENTI AUTOIMUNI - MALATTIE REUMATICHE

Individuato il meccanismo che può causare morte improvvisa nei pazienti affetti da malattie autoimmuni. L’importante risultato è frutto di uno studio tra l’Università di Siena, la State University di New York e l’AOU Senese, appena pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale “Circulation”, a firma del professor Franco Laghi Pasini dell’Università di Siena, direttore del dipartimento di Medicina Interna e Specialistica dell’ospedale Santa Maria alle Scotte, insieme ai colleghi Pier Leopoldo Capecchi e Pietro Enea Lazzerini ed al professor Mohamed Boutjdir di New York. “Alcune malattie autoimmuni – spiega Laghi Pasini – tra cui il lupus, l’artrite reumatoide e il morbo di Sjogren, si associano alla possibile comparsa nel sangue di un particolare anticorpo, chiamato anti Ro-SSA.

In un gruppo di pazienti con tali caratteristiche sono state documentate alterazioni elettrocardiografiche correlate al rischio di morte improvvisa. Il nostro studio ha evidenziato come questo auto-anticorpo abbia la capacità di interagire sulle cellule cardiache con uno specifico canale ionico, che regola i movimenti del potassio, determinando una specie di corto-circuito che può portare ad un improvviso e fatale arresto cardiaco”. Lo studio ha quindi una grande importanza per le attività di prevenzione che possono essere svolte in questi pazienti. “E’ quindi molto importante – aggiunge Laghi Pasini – individuare tempestivamente la presenza di questo anticorpo nei pazienti affetti da patologie autoimmuni e modulare le terapie in modo da prevenire eventuali crisi aritmiche fatali.

Fondamentale sarà inoltre l’attività di counseling per i pazienti e i medici che li hanno in cura, allo scopo di far conoscere il rischio esistente e di evitare l’utilizzo di alcuni farmaci, anche di comune impiego in patologie intercorrenti, che possano potenziare l’effetto negativo dell’anticorpo e precipitare l’evento aritmico ”. In occasione del congresso dell’American Heart Association, che si è svolto negli Stati Uniti, il dottor Lazzerini, a nome di tutto il gruppo di ricerca, è stato invitato a presentare i risultati di questo studio, che ha suscitato grande interesse.

Fonte: Ufficio Stampa AOU Senese - Giugno 2015

Privacy Policy