DISABILITA' E ADI: SI E' ESONERATI DAL LAVORO?

DISABILITA' E ADI: SI E' ESONERATI DAL LAVORO?

DISABILITA' E ADI: SI E' ESONERATI DAL LAVORO?

"Le persone disabili hanno un trattamento lavorativo differenziato e devono presentarsi ai servizi sociali entro 120 giorni."


L’Assegno di inclusione è una misura che, oltre a sostenere economicamente il nucleo familiare, ha l’obiettivo del reinserimento lavorativo dei cittadini che sono in condizioni di lavorare. Questo inserimento non vale però per alcune categorie di individui che, semplicemente, non sono obbligate a sottostare agli aspetti lavorativi. Vediamo meglio come funziona e per chi. In sostanza, l’Adi prevede che entro 60 giorni da quando si fa domanda si debba sottoscrivere anche il patto di servizio personalizzato al centro per l’impiego (o presso altri soggetti accreditati ai servizi per il lavoro). Questo passaggio attiva il meccanismo di inserimento lavorativo e, inoltre, è previsto che ogni 90 giorni ci si presenti ai centri per l’impiego per aggiornare la propria posizione lavorativa. Si capisce, dunque, che si tratta di un passaggio fondamentale per non vedersi sospeso il sussidio, ma chi è esonerato?


Come riportato sul portale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sono esclusi dagli obblighi di partecipazione al percorso:


  • i beneficiari dell’Assegno di inclusione titolari di pensione diretta o comunque di età pari o superiore a 60 anni;
  • i componenti con disabilità, fatta salva ogni iniziativa di collocamento mirato; i componenti affetti da patologie oncologiche;
  • i componenti con carichi di cura, valutati con riferimento alla presenza di soggetti minori di tre anni di età, di tre o più figli minori di età, ovvero di componenti il nucleo familiare con disabilità o non autosufficienza, come definite nell’allegato 3 al regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159;
  • i componenti inseriti nei percorsi di protezione relativi alla violenza di genere e le donne vittime di violenza, con o senza figli, prese in carico da centri antiviolenza riconosciuti dalle regioni o dai servizi sociali nei percorsi di protezione relativi alla violenza di genere.


Assegno di inclusione e lavoro: come funziona


Il membro del nucleo familiare che riceve l’Assegno di inclusione e che è inserito nel programma di inserimento lavorativo attraverso i servizi competenti per l’occupazione deve accettare un’offerta di lavoro che soddisfi i seguenti requisiti:


  • Deve trattarsi di un contratto di lavoro a tempo indeterminato senza restrizioni geografiche all’interno del territorio nazionale. Tuttavia, se nel nucleo familiare sono presenti figli di età inferiore ai quattordici anni, anche nel caso di genitori legalmente separati, l’offerta di lavoro deve essere accettata solo se il luogo di lavoro non supera una distanza di 80 chilometri dalla residenza del soggetto, o se è raggiungibile entro un massimo di 120 minuti tramite mezzi pubblici;
  • Il contratto deve prevedere un’occupazione a tempo pieno o parziale non inferiore al 60% dell’orario di lavoro a tempo pieno;
  • La retribuzione offerta non può essere inferiore ai minimi salariali stabiliti nei contratti collettivi di cui all’articolo 51 del Decreto Legislativo 15 giugno 2015, n. 81;
  • Nel caso di contratto a tempo determinato, compresa la somministrazione, il luogo di lavoro non deve distare più di 80 chilometri dalla residenza del soggetto o essere raggiungibile entro 120 minuti con mezzi pubblici.


Assegno di inclusione: quando presentarsi ai servizi sociali


La domanda per l’Assegno di inclusione prevede l’iscrizione al SIISL e la sottoscrizione del Patto di Attivazione Digitale e, tra le conseguenze dell’aver svolto tutti gli step correttamente, c’è la convocazione da parte dei servizi sociali entro 120 giorni dal momento in cui viene inviata la domanda. Quindi, in linea di massima, non è il cittadino che ha richiesto l’Adi a dover organizzare l’appuntamento. In genere, la convocazione arriva entro i primi due mesi da quando si è presentata domanda, ma se dovesse essere necessario il cittadino può recarsi direttamente dai servizi sociali di sua spontanea volontà per sbloccare la pratica, non rischiando di andare incontro alla sospensione del sussidio. Infatti, se non si svolge questo step molto importante si blocca la pratica e ciò comporta uno stop anche all’erogazione dei pagamenti. Quindi, in linea di massima, questi sono gli step:


  • Presentare domanda completa;
  • Attendere convocazione dei servizi sociali (in genere entro 60 giorni);
  • Presentarsi ai servizi sociali alla data concordata o di propria spontanea volontà se la convocazione non è arrivata;
  • Ripresentarsi ai servizi sociali ogni 90 giorni per aggiornare la propria posizione.


FAQ: domande frequenti sull’Assegno di inclusione


L’Adi si può accumulare?


Ad ora, quindi, l’Assegno di inclusione si può accumulare. Infatti, non sono presenti obblighi di spesa dal punto di vista delle tempistiche, come invece accadeva per il Reddito di cittadinanza.


Come si calcola l’Adi?


Per ottenere l’importo mensile, si svolge il seguente calcolo:


[(6.000 euro x parametro della scala di equivalenza) – reddito familiare] / 12


O, in caso di nuclei con persone oltre i 67 anni o affette da gravi disabilità o non autosufficienza:


[(7.560 euro x parametro della scala di equivalenza) – reddito familiare] / 12


Come funziona la scala di equivalenza?


Per effettuare il calcolo secondo la scala di equivalenza, si parte dal valore “1” che corrisponde alla persona richiedente il sussidio, e si somma secondo questo criterio:


  • + 0,50 per ciascun altro componente con disabilità o non autosufficiente;
  • + 0,40 per ciascun altro componente con età pari o superiore a 60 anni;
  • + 0,40 per un componente maggiorenne con carichi di cura;
  • + 0,30 per ciascun altro componente adulto in condizione di grave disagio bio-psicosociale e inserito in programmi di cura e assistenza certificati dalla PA;
  • + 0,15 per ciascun minore di età, fino al secondo;
  • + 0,10 per ogni ulteriore minore di età.


Quanto dura l’Adi?


Il beneficio ha una durata pari a 18 mesi, dopo i quali si può richiedere solo dopo un mese di stop per altri 12 mesi. Un funzionamento che ricorda un po’ quello del Reddito di Cittadinanza.


Diritti del malato - Tratto da thewam.net - di Marco Cagiano - Marzo 2024

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